Il Testamento è un brano scritto e interpretato da Fabrizio De Andrè pubblicato come 45 giri nel 1963, poi inserito nell’album Volume III pubblicato nel 1968. Scritto con la collaborazione di Elvio Monti, racconta la storia di un personaggio che curiosamente immagina la propria morte. Pensa subito ad un’eredità comica, fatta solamente di beffe e scherzi. C’è posto però per l’unico amore della sua vita. Musicalmente è una ballata che si alterna tra tonalità minori e maggiori. Uno dei caposaldi della canzone italiana.

Testo e Accordi per chitarra.

Fabrizio De Andrè Il Testamento Accordi per Chitarra Chords Testo

LAm                        RE#  LAm                      RE#
  Quando la morte mi chiamerà,    forse qualcuno protesterà
LAm         SOL            DO                 MI7            LAm
  dopo aver letto nel testamento quel che gli lascio in eredità,
        REm                LAm                MI7           LA
non maleditemi non serve a niente tanto all'Inferno ci sono già.

LA         MI7           LA                RE            LA
  Ai protettori delle battone, lascio un impiego da ragioniere,
          FA#7              SIm            SOL#7          DO#m
perché provetti nel loro mestiere rendano edotta la popolazione,
        RE           LA            MI7               LA
ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana,
        RE           LA            MI7               LA
ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana

LA         MI7              LA             RE            LA
  Voglio lasciare a Biancamaria, che se ne frega della decenza,
       FA#7           SIm               SOL#7              DO#m
un attestato di benemerenza che al matrimonio le spiani la via,
            RE                  LA             MI7               LA
con tanti auguri per chi c'e' caduto, di conservarsi felice e cornuto,
            RE                  LA             MI7               LA    LAm
con tanti auguri per chi c'e' caduto, di conservarsi felice e cornuto.

LAm                         RE#    LAm                        RE#
  Sorella Morte lasciami il tempo,   di terminare il mio testamento,
LAm           SOL          DO           MI7            LAm
  lasciami il tempo di salutare, di riverire, di ringraziare,
            REm            LAm              MI7            LA
tutti gli artefici del girotondo intorno al letto d'un moribondo.

LA          MI7                 LA           RE                 LA
  Signor Becchino mi ascolti un poco, il suo lavoro a tutti non piace,
          FA#7                 SIm             SOL#7               DO#m
non lo consideran tanto un bel gioco coprir di terra chi riposa in pace
         RE                LA            MI7             LA
ed è per questo che io mi onoro nel consegnarle la vanga d'oro,
         RE                LA            MI7             LA
ed è per questo che io mi onoro nel consegnarle la vanga d'oro.

LA           MI7                LA                RE                 LA
  Per quella candida vecchia contessa, che non si smuove più dal mio letto
         FA#7              SIm           SOL#7                  DO#m
per estirparmi l'insana promessa di riservarle i miei numeri al lotto,
         RE                     LA           MI7                LA
non vedo l'ora d'andar fra i dannati per riferirglieli tutti sbagliati,
         RE                     LA           MI7                LA     LAm
non vedo l'ora d'andar fra i dannati per riferirglieli tutti sbagliati.

LAm                        RE#  LAm                      RE#
  Quando la morte mi chiederà     di restituirle la libertà,
LAm         SOL                DO             MI7            LAm
  forse una lacrima, forse una sola sulla mia tomba si spenderà.
            REm             LAm            MI7            LA
Forse un sorriso, forse uno solo dal mio ricordo germoglierà.

LA         MI7              LA                RE                  LA
  Se dalla carne mia già corrosa, dove il mio cuore ha battuto il tempo
        FA#7                  SIm             SOL#7                     DO#m
dovesse nascere un giorno una rosa la dò alla donna che mi offrì il suo pianto.
         RE              LA                MI7             LA
Per ogni palpito del suo cuore le rendo un petalo rosso d'amore,
         RE              LA                MI7             LA
Per ogni palpito del suo cuore le rendo un petalo rosso d'amore.

LA         MI7             LA            RE                    LA
  A te che fosti la più contesa, la cortigiana che non si dà a tutti
           FA#7             SIm               SOL#7                 DO#m
ed ora all'angolo di quella chiesa offri le immagini ai belli ed ai brutti,
          RE                LA               MI7                LA
lascio le note di questa canzone, canto il dolore della tua illusione,
         RE               LA                 MI7                 LA    LAm
a te che sei, per tirare avanti, costretta a vendere cristo ed i Santi. 

LAm                        RE#  LAm                          RE#
  Quando la morte mi chiamerà,    nessuno al mondo si accorgerà
LAm             SOL            DO            MI7         LAm
  che un uomo è morto senza parlare, senza sapere la verità.
              REm            LAm              MI7           LA
Che un uomo è morto senza pregare fuggendo il peso della pietà.

LA        MI7               LA                RE             LA
  Cari fratelli dell'altra sponda cantammo in coro giù sulla terra,
          FA#7             SIm                SOL#7               DO#m
amammo in cento l'identica donna, partimmo in mille per la stessa guerra,
         RE              LA              MI7            LA
questo ricordo non vi consoli, quando si muore si muore soli,
         RE              LA              MI7            LA
questo ricordo non vi consoli, quando si muore si muore soli

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L'autore del post

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Alberto Moneti 31 anni; pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, ha conseguito la licenza in teoria e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Webmaster, operatore di marketing online e SEO. Twitter @albertomoneti