Ho Visto Un Re è un brano di Enzo Jannacci del 1968, pubblicato col suo quarto album studio Vengo Anch’io. No Tu No. Il testo è stato scritto da Dario Fo, il quale ha contribuito a promuovere la canzone cantandola varie volte in pubblico, così come altri personaggi celebri della comicità italiana quali Paolo Rossi o Cochi e Renato.
Ho Visto Un Re fu respinta dal comitato di Canzonissima proprio a causa del suo testo troppo irriverente.

Testo e accordi per chitarra.

Ho Visto Un Re Enzo Jannacci Testo Accordi per Chitarra Chords

- Ho visto un re.- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un re!
      Re
- Ah, beh; sì, beh.
                                  La7
- Un re che piangeva seduto sulla sella
  piangeva tante lacrime, ma tante che
                     Re
  bagnava anche il cavallo!
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
                                    La7
- è l'imperatore che gli ha portato via
  un bel castello...
- Ohi che baloss!
                             Re
- ...di trentadue che lui ne ha.
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un vesc.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un vescovo!
- Ah, beh; sì, beh.
                      La7
- Anche lui, lui, piangeva, faceva
un gran baccano, mordeva anche una mano.
- La mano di chi?
                    Re
- La mano del sacrestano!
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
                                    La7
- è il cardinale che gli ha portato via
  un'abbazia...
- Oh poer crist!
                             Re
- ...di trentadue che lui ne ha.
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un ric.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un ricco! Un sciur!
- Ah, beh; sì, beh.
                                      La7
- Il tapino lacrimava su un calice di vino
  ed ogni go-, ed ogni goccia andava...
- Deren't al vin?
                       Re
- Sì, che tutto l'annacquava!
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
                             La7
- Il vescovo, il re, l'imperatore
l'han mezzo rovinato
gli han portato via
tre case e un caseggiato
                        Re
di trentadue che lui ne ha.
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho vist un villan.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Un contadino!
- Ah, beh; sì, beh.
                                       La7
- Il vescovo, il re, il ricco, l'imperatore,
  persino il cardinale, l'han mezzo rovinato
  gli han portato via:
  la casa
  il cascinale
  la mucca
  il violino
  la scatola di scacchi
  la radio a transistor
  i dischi di Little Tony
  la moglie!
- E pò, cus'è?
                La7
- Un figlio militare
  gli hanno ammazzato anche il maiale...
- Pover purscel!
                  Re
- Nel senso del maiale...
- Ah, beh; sì, beh.
                          La7
- Ma lui no, lui, non piangeva, anzi: ridacchiava!
  Ah! Ah! Ah!
- Sa l'è, matt?
- No!
- Il fatto è che noi villan...
  Noi villan...
           Re            La7
E sempre allegri bisogna stare
                                  Re
che il nostro piangere fa male al re
                           La7
fa male al ricco e al cardinale
                           Re
diventan tristi se noi piangiam
                         La7
e sempre allegri bisogna stare
                                  Re
che il nostro piangere fa male al re
                           La7
fa male al ricco e al cardinale
                           Re
diventan tristi se noi piangiam

[Enzo Jannacci]

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Alberto Moneti 31 anni; pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, ha conseguito la licenza in teoria e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Webmaster, operatore di marketing online e SEO. Twitter @albertomoneti