Vecchio Frack è un brano pubblicato come singolo da Domenico Modugno nel 1955. La canzone si ispira al suicidio del nobile Raimondo Lanza Di Trabia, avvenuto l’anno prima a Roma.
Con gli anni, la canzone è stata modificata più volte: dapprima a causa di alcune improbabili censure, poi lo stesso Modugno l’ha reincise ben 5 volte. Anche Enrico Ruggeri, nel 1984, ne ha incisa una cover e l’ha pubblicata nel suo album Presente.

Testo e accordi per chitarra.

Vecchio Frack Domenico Modugno Testo Accordi per Chitarra Chords

lam
E' giunta mezzanotte si spengono i rumori
                                                  rem     mi
si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffe'
   rem             mi
le strade son deserte, deserte e silenziose
                             mi7               lam
un'ultima carrozza cigolando se ne va
il fime scorre lento frusciando sotto i ponti
                           la7                        rem
la luna splende in cielo dorme tutta la citta'
      lam       mi7    la
solo va un vecchio frac
                                mi                        la
ha un cilindro per cappello due diamanti oper gemelli
un bastone di cristallo la gardenia nell'occhiello
e sul candido gilet un papillon un papillon di seta blu
                  do#                                 fa#
si avvicina lentamente con incedere elegante
                       mi                           la
ha l'aspetto trasognato malinconio ed assente
non si sa da dove viene ne' dove va
di chi mai sara' quel vecchio frac?
do#                                     fa#              mi7     la
bonne nuit, bonne nuit bonne nuit bonne nuit buonanotte
        sim               la        sim            la
va dicendo ad ogni cosa ai fanali illuminati
         sim             la             mi      7     la    mi
la
ad un gatto innamorato che randagio se ne va
E' giunta ormai l'aurora si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco tutta quanta la citta'
la luna si è incantata, sorpresa e impallidita
pian piano scolorandosi nel cielo sparirà.
sbadiglia una fonestra sul fiume silenzioso
e nella luce bianca galleggiando se ne van
un cilindro, un fiore, un frac
ha un cilindro per cappello...
galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne va
di chi sarà, di chi sarà quel vechio frac
adieu adieu adieu adieu vecchio mondo
ai ricordi del passato ad un sogno mai sognato
ad un abito da sposa primo ed ultimo suo amor.

[Domenico Modugno]

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L'autore del post

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Alberto Moneti 31 anni; pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, ha conseguito la licenza in teoria e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Webmaster, operatore di marketing online e SEO. Twitter @albertomoneti