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Titanic è la title-track dell’ottavo album di Francesco De Gregori, uscito nel 1982. E’ una canzone inserita in un concept album e quindi affronta un tema ben preciso: il Titanic rappresentà la società tutta che, divisa in classi alla stessa maniera in cui i viaggiatori su di essa sono divisi in classi di lusso, viaggia a tutta velocità verso la rovina; tutto questo però viene cantato con aria allegra, proprio come se l’autore si fosse immedesimato in uno dei tanti passeggeri, tanto eccitati dall’idea di un simile viaggio quanto ignari della tragica sorte che li attende.
La tematica così cupa gli fu ispirata dalla lettura di L’affondamento del Titanic, volume scritto nel 1929 dal tedesco Hans Magnus Enzensberger.

Testo con accordi per chitarra di Titanic.

Testo e Accordi per Chitarra di Titanic

RE                                                             LA7
La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore
                                                               RE  RE4  RE
e spavento e puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare e morte.
                                                              LA7
Sior capitano mi stia a sentire, ho belle e pronte le mille lire
                                                        RE
in prima classe voglio viaggiare su questo splendido mare.
                                                                    LA7
Ci sta mia figlia che ha quindici anni e a Parigi ha comprato un cappello
                                                           RE     SI7
se c'invitasse al suo tavolo a cena stasera come sarebbe bello.
          MI                                                     SI7
E con l'orchestra che ci accompagna, con questi nuovi ritmi americani
                                                   MI
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le mani.
                                                                SI7
E con il ghiaccio dentro al bicchiere, faremo un brindisi tintinnante
                                                    MI
a questo viaggio davvero mondiale a questa luna gigante.
            DO                                                       SOL
Ma chi l'ha detto che in terza classe, in terza classe si viaggia male

questa cuccetta sembra un letto a due piazze,
                                DO
qui si sta meglio che in ospedale.
        DO                                                        SOL
A noi cafoni ci hanno sempre chiamati, ma qui ci trattano da signori
                                                                  DO  LA
che quando piove si può stare dentro ma col bel tempo veniamo fuori.
RE                                                                LA
Su questo mare nero come il petrolio, ad ammirare questa luna metallo
                                                         RE
che quando suonano le sirene sembra quasi che canti il gallo.
          RE
Ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore
                               LA
piano piano si vada a squagliare, in mezzo al fumo di questo vapore
                             RE  SI
di questa vacanza in alto mare.
       MI                                              SI
E gira gira gira gira l'elica, e gira gira che piove e nevica
                                                             MI
per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America.
        DO                                                    SOL
Il marconista sulla sua torre, le lunghe dita celesti nell'aria
                                                            DO
riceveva messaggi di auguri per questa crociera straordinaria.
         DO                                                      SOL
e trasmetteva saluti e speranze in quasi tutte le lingue del mondo
      DO                                                 SOL  DO
comunicava tra Vienna e Chicago in poco meno di un secondo.
      RE                                                    LA
E la ragazza di prima classe, innamorata del proprio cappello
                                                        RE
quando la sera lo vide ballare lo trovò subito molto bello.
                                                                   LA
Forse per via di quegli occhi di ghiaccio, cos difficili da evitare
                                                                    RE  SI
pensò magari con un po' di coraggio prima dell'arrivo mi farò baciare.
         MI                                                            SI
E come è bella la vita stasera, tra l'amore che tira e un padre che predica
                                                           MI
per noi ragazze di prima classe che per sposarci si va in America.
                                                           MI
per noi ragazze di prima classe che per sposarci si va in America.
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l'autore del post

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Alberto Moneti 28 anni; musicista a tuttotondo, pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, ha conseguito la licenza in teoria e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Webmaster, crea e gestisce siti personali e professionali.