Oggi vi parlerò di un oggetto un po’ insolito, qualcosa che non si vede tutti i giorni. Si tratta di un basso, ma non aspettatevi niente di usuale perché l’Ashbory Bass di cui vi parlerò, prodotto dalla DeArmond, non è niente di tutto ciò. Si tratta si di un basso elettrico, ma non ha body. Non ha una tastiera in legno, bensì in plastica. È un basso fretless, ma ha i tasti disegnati sulla tastiera. Non ha pickup, ma un ponte piezoelettrico. Insomma, che vi aspettavate, ve l’avevo detto che era strano!

Tanto per iniziare, parliamo un po’ di di come è fatto. È composto da un blocco unico di Agathis (non conosco la traduzione, ma posso dirvi che è il legno di una conifera parente del pino, tipico dell’Asia e dell’Oceania e simile per caratteristiche sonore al mogano, ma un po’ più caldo) sul quale è incollata una tastiera fretless in plastica (piatta), ma con i tasti disegnati, il che aiuta un po’ a suonarlo dato che non possiede nemmeno una scala standard (34″), ma bensì una scala molto più corta da 18″. Proprio per questa ragione la tastiera di un Ashbory Bass è lunga circa la metà di quella di un comune basso elettrico.

Un’altra caratteristica unica di questo mini basso è l’assenza di truss rod. Ciò è possibile sia grazie alla scala ridotta, sia all’utilizzo di corde in silicone, cose che abbattono drasticamente la tensione del manico, e rendono quindi superfluo l’uso della nota barra metallica. La paletta è reverse ed è una scelta molto interessante, in quanto, a mio avviso, rende più veloce e accessibile l’accordatura. Per quanto riguarda l’elettronica, come ho già accennato nell’introduzione, l’Ashbory Bass non possiede un normale pickup, ma bensì un ponte Ashwort con sellette piezoelettriche. Dispone inoltre di un circuito attivo, alimentato da una batteria a 9V, con controlli per alte, basse e volume.

Vi chiederete come influisca tutta questa stranezza costruttiva nel sound?! Ve lo spiego subito. L’Ashbory Bass è uno strumento davvero unico: possiede un suono molto acustico, caldo e profondo, paragonabile a quello di un contrabbasso. A differenza di quest’ultimo, però, l’Ashbory Bass dispone di una gamma molto più ampia di sonorità, grazie anche ai controlli di cui è dotato. Si possono infatti ricavare anche sonorità più simili a quelle di un basso elettrico, o addirittura, utilizzando delle particolari tecniche, alcuni “effetti speciali” in stile synth. Se poi lo si suona in slide, si otterrà quel tipico sound “miagolante”, (come dico io, ahahah) tipico dei bassi fretless. Insomma, qualcosa di davvero unico, nuovo ed insolito!

Si tratta di uno strumento perfetto per le registrazioni in studio, data la grande qualità audio di cui è capace, ma anche per chi viaggia molto, viste le dimensioni e il peso ridotti (meno di 1,5 Kg!). È, inoltre, la migliore alternativa al contrabbasso e al basso acustico, in quanto possiede maggior definizione e presenza rispetto a questi strumenti, soprattutto se amplificato con un ampli per basso (può essere tranquillamente utilizzato anche nell’impianto); è la scelta perfetta per tutti quei musicisti che si sono stancati dei classici bassi elettrici o elettroacustici, che in fondo sono sempre un po’ tutti uguali, uno la copia dell’altro. Altra caratteristica interessantissima è il prezzo, dato che l’Ashbory Bass è uno strumento decisamente economico.

In Italia ovviamente ha un costo esagerato, 350 – 400 € e pertanto vi sconsiglio di non acquistarlo a negozio. Comprato online – su eBay, ad esempio – si trova a meno di 250 €, spedizione e tasse comprese. Inoltre con questa cifra si trova in un pacchetto comprensivo di custodia, cinghia, muta di corde di ricambio + corda sol aggiuntiva, jack e panno lubrificante per il manico.

Per maggiori informazioni consultare il sito web.

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L'autore del post

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Alessio Falsini 30 anni; laureato in lingue, suona il basso e la chitarra elettrica dall'età di 16, autodidatta, e a tempo perso si dedica all'apprendimento del banjo. Tecnico del suono oltre che musicista, studia e sperimenta tecniche di registrazione ed amplificazione.