Oggi voglio parlarvi di un distorsore per chitarra, il Demonizer della americana Damage Control. Non si tratta di un normale pedalino; in effetti, è più giusto definirlo un vero e proprio preamp valvolare, in grado inoltre di simulare l’uscita di un amplificatore (attraverso un moderno sistema che riproduce il sound di una 4×14), e ovviamente, di fungere anche da semplice distorsione. Tutto questo in un unico pedalone, “comandato” da una coppia di valvole.

Come ho appena detto, ciò che abbiamo di fronte non è un classico distorsore, ma qualcosa di più: lavorando con una coppia di valvole 12AX7 alimentate da una tensione di 250 Volt, è stato progettato per fungere da preamplificatore, in particolare per essere utilizzato in contesti studio, come direct recording preamp. Proprio per questo motivo, possiede un’uscita dedicata che simula il sound che viene prodotto dagli speaker di un cabinet 4×12.

Inoltre, per essere davvero uno strumento efficiente, è stato dotato di una doppia sezione di equalizzazione: un boost pre eq, con controllo di frequenza e un filtro post eq, dotato di mid scoop e controllo attivo per le alte. Per completare in bellezza, è stato aggiunto anche un compressore di qualità studio (Opto-Compressor), grazie al quale potrete elaborare ulteriormente il vostro suono. Oltre a questi coltrolli, il pedale dispone dei più comuni Level e Drive.

Ma tutto questo non sarebbe stato sufficiente, per un pedale di questo livello, se non avesse avuto a disposizione anche un boost vero e proprio: premendo il secondo pulsante, il cosiddetto “nuclear footswitch“, darete al vostro sound un’ulteriore botta di 20 dB, perfetta per mettere in risalto i vostri soli, o i riff più rocciosi. Inoltre la circuiteria True Bypass garantisce una qualità sonora perfetta anche quando l’effetto non è attivato, senza problemi di perdita, anche minima, di segnale. Altro dato molto importante è la silenziosità del circuito, che ha una soglia del rumore bassissima.

Come avrete intuito, il Demonizer è davvero un bello strumento, non solo per le caratteristiche tecniche, ma anche per quelle sonore; a dispetto delle apparenze (e di quello per cui viene pubblicizzato), si tratta di un pedale molto versatile, con cui poter gestire un sacco di generi, dal rock blues fino al metal (basta solo saperci lavorare!). In ogni caso anche la linea non è per niente male, soprattutto se paragonata a quella di alcuni simili (come l’HT-Dual della Blackstar, ad esempio): le forme moderne, la costruzione solida e resistente, per non parlare delle valvole illuminate: davvero fantastiche!

In ogni caso, se foste interessati a questo oggetto vorrei darvi un paio di consigli. Per prima cosa riservate un po’ di attenzione alle valvole: ho sentito dire che monti di base dei bulbi economici e, come immaginerete, da una valvola economica non uscirà mai un suono decente. Provatelo quindi, e nel caso non vi soddisfi sostituitele! Seconda cosa, se non avete niente contro l’usato, cercatene uno di seconda mano. Il Demonizer, infatti, è un pedale decisamente costoso, dato che il prezzo del nuovo varia tra i 270 e i 350 €, ma usato (e vi garantisco che se ne trovano molti) lo potete beccare anche a 180 €, che non è male.

Per maggiori informazioni consultare la pagina web.

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L'autore del post

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Alessio Falsini 30 anni; laureato in lingue, suona il basso e la chitarra elettrica dall'età di 16, autodidatta, e a tempo perso si dedica all'apprendimento del banjo. Tecnico del suono oltre che musicista, studia e sperimenta tecniche di registrazione ed amplificazione.