Eccoci di nuovo qua a parlare di strumenti musicali. Oggi voglio proporvi un basso che, da quando è stato proposto nel 1998, ha iniziato a riscuotere un successo che tuttora continua immutato. Si tratta del Jack Casady della Epiphone, un basso semiacustico creato sotto le specifiche richieste di Jack Casady, celebre bassista dei Jefferson Airplaine e degli Hot Tuna e che grazie alla grandi qualità costruttive, alle doti sonore, la versatilità, la grande suonabilità e il prezzo contenutissimo, è diventato la scelta prediletta di numerosissimi bassisti.

Il Jack Casady, come detto sopra, è un basso semiacustico. Il body, in acero laminato, è costruito sulla celebre forma della Gibson 335; il manico è in mogano, incollato al body, il che, assieme alla grande cassa acustica, garantisce una gradissimo sustain. La tastiera è invece in palissandro, dotata di 20 tasti e con inserti in perloid trapezoidali. La paletta ha la tipica forma Gibson, dove le meccaniche sono poste due sulla parte superiore, e due su quella inferiore. Lungo tutto il corpo è presente un bel binding color crema.

L’elettronica è molto interessante. Il basso possiede un unico pickup, un humbucker a bassa impedenza, che garantisce suoni naturali e puliti, anche ad altissimi volumi. Questo è montato in posizione centrale, di modo da dare un suono molto bilanciato. La caratteristica principale del JCB-1 – il nome del trasduttore – sta nel suono che produce, naturale, quasi acustico, un suono che né pickup ad alta impedenza, né pickup attivi riescono a rendere. Ecco il vero e proprio segreto di questo basso. Inoltre, per rendere questo sound più versatile, è stato inserito un selettore a tre posizioni che, modificando l’impedenza del pickup, da risposte sonore differenti.

Sempre in merito all’elettronica, il basso è dotato di un potenziometro per il volume ed uno per i toni. Per quanto riguarda la meccanica, invece, il Jack Casady possiede il classico ponte in acciaio montato un po’ in tutti i bassi Gibson e Epiphone, fissato con un ancoraggio a tre viti e semi fluttuante. Anche se non è possibile regolare le singole sellette in altezza, le tre viti di ancoraggio permettono un settaggio molto accurato del ponte. Un ulteriore rifinitura è il piccolo battipenna color panna poso sotto il pickup (molto simile a quello delle Les Paul). Il Jack Casady è disponibile in due colorazioni, Ebony (nero) e Metallic Gold e viene venduto assieme ad una custodia rigida sagomata.

Si tratta, come già detto, di un basso davvero ben rifinito e molto versatile. È perfetto per generi quali rock, blues e jazz, ma anche per tutto ciò che necessita un sound naturale, pulito e corposo. Un altro grande punto a suo favore è la suonabilità: è davvero semplice e divertente. Inoltre, una volta settati manico e altezza del ponte, si riesce ad ottenere un’action molto bassa, il che aiuta molto in certi stili. Per chi non è abituato ad uno strumento acustico, potrebbe risultare un po’ fastidioso il corpo che, date le grandi dimenzioni rispetto a quelle di un normale strumento solid body, risulta un po’ ingombrante. Niente paura, fatta un po’ di pratica col basso la sensazione svanisce. Un problema un po’ più serio è invece l’attacco della cinghia: quello che normalmente sta sul “corno” del basso, è stato avvitato nel retro del corpo, subito sotto l’attaccatura del manico. Per questo motivo, quando si lascia il manico, il basso tende a scivolare in basso e a tornare in posizione orizzontale (in ogni caso non è certo un difetto così serio!).

Il prezzo dell’Epiphone Jack Casady, come già anticipato, è bassissimo: 500 – 550 €. Ciò lo rende ancora più interessante, in quanto possiede un rapporto qulità/prezzo davvero eccezionale, decisamente orientato verso il cliente. Magari ci fossero più strumenti come questo!

Per maggiori informazioni consultare le pagine web Epiphone o Gibson, oppure la pagina ufficiale di Jack Casady.

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L'autore del post

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Alessio Falsini 30 anni; laureato in lingue, suona il basso e la chitarra elettrica dall'età di 16, autodidatta, e a tempo perso si dedica all'apprendimento del banjo. Tecnico del suono oltre che musicista, studia e sperimenta tecniche di registrazione ed amplificazione.