È passato molto tempo dall’ultima volta che ho parlato di chitarre e proprio per questo oggi mi dedicherò all’argomento. Il modello che voglio presentarvi è un classico e, tra le altre cose, uno dei miei preferiti, la 335 di Gibson. In particolare, il modello di cui voglio parlarvi è la 50th Anniversary 1960 ES-335TD. Si tratta di uno strumento nato originariamente a fine anni ’50, semi-acustico e dotato di un sound unico ed irripetibile, caldo e con un sustain mai visto prima in una semi acustica; proprio per questa ragione ha raggiunto picchi di apprezzamento ineguagliabili, rimanendo in produzione fino ad oggi senza sostanziali modifiche. La versione di cui vi parlerò è una riedizione degli anni ’60, periodo in cui è stata indubbiamente consacrata da artisti del calibro di Chuck Berry e B.B. King (per citarne un paio).

Introdotta nel ’58, è solo nell’anno successivo che la 335 raggiunge il successo che ancora oggi la contraddistingue. La ragione è semplice: prima cosa il sound. Essendo una semi hollow body possiede un blocco solido in acero che passa lungo tutto il centro dello strumento. Questo, implica una resa sonora per certi versi simile a quella di una solid body, ma col vantaggio di avere delle piccole camere tonali che danno al sound dello strumento un tocco più acustico (ed è questa la forza del suono della 335!). Inoltre, questa costruzione rende la chitarra molto più resistente ai feedback, che invece hanno sempre tediato chi utilizzava strumenti full hollow body.

C’è poi un ulteriore vantaggio rispetto a quest’ultima tipologia di strumenti: il blocco solido in legno posto nel centro del body permette il montaggio del mitico ponte Tune-o-Matic che caratterizza la maggior parte degli strumenti Gibson, il quale migliora sia l’accordatura, sia la possibilità di intonazione dello strumento, contribuendo tra l’altro in maniera attiva al sustain della chitarra. Oltre al Tune-o-Matic, un ulteriore tipo di ponte che è stato largamente utilizzato in questo strumento – e in molte altre semi hollow body – è il vibrato Bigsby, che Gibson è sempre stata solita montare nei propri strumenti, e che senza il blocco di legno centrale non sarebbe stato possibile sfruttare.

La seconda motivazione che ha reso grande il successo della 335 è il design. Nel ’58, quando fu introdotta, era la più classica delle nuove creazioni di Gibson; era stata infatti lanciata sul mercato più o meno assieme a strumenti un po’ più avanguardistici, quali la Flying V e la ancor più spinta Explorer, oltre che alla Les Paul. Quest’ultima, trovò un immediato successo tra i musicisti rock di tutto il mondo, mentre i due modelli “più futuristici” incontrarono maggior riluttanza da parte di un pubblico non ancora pronto a cotanta innovazione (è per questo motivo che i modelli di Flying V ed Explorer di fine anni ’50 sono i più rari e più ricercati dai collezionisti, nonché i più cari!).

Proprio per la sua linea fresca, moderna, ma non troppo ardita come quella delle compagne, la 335 trovò immediato successo tra i musicisti jazz, blues e country, facendosi poi apprezzare, in virtù delle grandi qualità sonore, in tutti i generi, tanta era la verstilità dello strumento. Fu però nel ’59 che raggiunse il vertice del successo e venne consacrata nell’Olimpo della chitarra elettrica, dove è rimasta e rimane tutt’oggi. La versione che vi propongo qui è pressoché identica a quella originale tranne, in qualche piccolo dettaglio, il più significante dei quali è la forma del manico, più sottile e di forma un po’ più ellittica rispetto a quella originale, di modo da risultare più pratico e veloce.

Fra le principali caratteristiche della 50th Anniversary 1960 ES-335TD (ci vuole mezz’ora a nominarla…!) possiamo annoverare: il corpo semi hollow, completamente in acero e con la tavola superiore bombata e dotata di fori a Fin stile violino, attraversato da un solido blocco in acero; un manico in mogano con profilo ’60, tastiera in palissandro da 22 tasti, due pickup humbucker ’57 Classic, controlli volume (2) e tono (2), switch pickup a tre vie, ponte Tune-o-Matic, meccaniche vintage tulip e hardware cromato. In più, va specificato che si tratta di una Custom Shop, e non di una comune Made in Usa, il che la rende ancor più unica, e soprattutto appetibile ai collezionisti!

È disponibile in 3 colorazioni: Antique Faded Cherry, Vintage Sunburst e Natural nelle finiture invecchiate VOS (Vintage Original Specs). Il prezzo, mi dispiace dirlo, non è per tutte le tasche. Si tratta di un modello di punta e da collezione, e come tale, è molto alto: circa 2600 €. Tra l’altro è stata prodotta in pochissimi esemplari, ma se vi sbrigate un noto rivenditore di Bologna ne ha ordinate una per finitura, magari riuscite ad aggiudicarvela (e l’articolo risale ad inizio mese!).

Per maggiori informazioni consultare il sito internet Gibson.

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Alessio Falsini 30 anni; laureato in lingue, suona il basso e la chitarra elettrica dall'età di 16, autodidatta, e a tempo perso si dedica all'apprendimento del banjo. Tecnico del suono oltre che musicista, studia e sperimenta tecniche di registrazione ed amplificazione.