Oggi voglio parlarvi di una chitarra che mi ha davvero sorpreso, la Arx320 della Ibanez. Nei giorni scorsi mi ci sono imbattuto quasi per caso, in quanto un fedele lettore mi ha chiesto un parere in proposito, e non conoscendola mi sono informato ben bene. Sono rimasto piacevolmente colpito, perché non è cosa da tutti i giorni trovare strumenti come questo, in grado di unire una discreta qualità sonora ad un’altrettanto soddisfacente qualità costruttiva.

Per prima cosa, va detto che fa parte della serie Artist della casa; è costituita da un corpo e un manico in mogano con costruzione set-in (ovvero incollato, non avvitato). Il manico, inoltre è ricavato da un unico blocco, a differenza di molti altri che sono composti da pezzi incollati. Il sustain così ne guadagna cospicuamente. Possiede inoltre un top in acero marezzato (se non erro) davvero bello, incurvato in stile PRS. A dire il vero, l’intero corpo è ispirato a quello della PRS Custom 24; la paletta, invece, si differenzia, riprendendo la linea propria della serie Artist. La tastiera possiede dei begli intarsi a stella, davvero ben lavorati.

Sempre per quanto riguarda il manico, va detto che è molto sottile, con forma a D: davvero veloce. La tastiera è in palissandro (di buona qualità) e possiede 22 tasti. Tra le altre cose, Ibanez è una delle poche case che spedisce i propri strumenti già pronti all’uso: ottave e action sono già settati di modo da poter evitare una visita preliminare dal liutaio. In più, le meccaniche – Grover, se non ricordo male – sono molto efficienti, tanto da far rimanere accordata la chitarra per diverso tempo, senza problemi di sorta. Questo è anche possibile grazie al ponte, una specie di Tune-o-Matic rivisitato che si chiama Gibraltar III, solido e ben costruito, che contribuisce attivamente al sustain della chitarra.

Per quanto riguarda l’elettronica, la Arx320 monta degli humbucker ceramici passivi di produzione propria, molto potenti ed estremamente bilanciati tra di loro, belli anche se utilizzati assieme. Possiede, tra l’altro, i controlli del volume indipendenti, e ciò rappresenta un grosso vantaggio, in quanto è possibile mixare le due sonorità (neck/bridge) a piacimento; unica pecca, forse il controllo per il tono in comune tra i due pickup. Lo switch è il classico selettore a 3 vie. La chitarra è molto silenziosa e possiede un suono limpido e pulito; il corpo in mogano garantisce un sound caldo e un sustain marcato, mentre i pickup aggiungono un tocco di brillantezza che non guasta.

Si tratta di uno strumento creato strizzando l’occhio al metal, ma così versatile da adattarsi anche ad ogni tipo rock, perfino al rock blues! In più, il corpo sottile e lavorato di modo da risultare il più ergonomico possibile, la pesantezza contenuta e il discreto bilanciamento la rendono perfetta anche per essere indossata a lungo, sia nelle lunghe giornate d’esercizio, sia nei concerti più estenuanti. Inoltre, come già accennato, ci tengo a precisare che la qualità costruttiva e quella delle finiture sono eccellenti; pur essendo uno strumento completamente Made in China, risulta impeccabile in ogni suo particolare. Pare proprio che la liuteria cinese sia arrivata a dei livelli molto alti (almeno per quanto riguarda i tecnici Ibanez!).

Dopo tutte queste lodi immaginerete un prezzo proporzionale alle caratteristiche, e cioè altino. Sbagliato: come ho sottolineato nell’introduzione, il prezzo della Arx320 è contenutissimo, circa 350 – 400 €. Ibanez punta infatti a prodotti concorrenziali, con un rapporto qualità/prezzo decisamente favorevole verso i propri clienti, producendo strumenti di notevole livello a prezzi davvero contenuti: basta dare un’occhiata al listino per rendersene conto (e poi, ovviamente, passarne in rassegna vari modelli). Si tratta, insomma, di un ottimo affare, soprattutto per chi cerca uno strumento gibsoniano, ma dalle sfumature più moderne, che possa gestire i Led Zeppelin, come i Metallica, ZZ Top o Zakk Wilde.

Lo stromento è disponibile nell due colorazioni che potete vedere nella foto, e cioè rossa e nera. La si trova anche color turchese, ma sappiate che si tratta di una versione ormai fuori commercio.

Per maggiori informazioni consultare il sito internet.

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L'autore del post

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Alessio Falsini 30 anni; laureato in lingue, suona il basso e la chitarra elettrica dall'età di 16, autodidatta, e a tempo perso si dedica all'apprendimento del banjo. Tecnico del suono oltre che musicista, studia e sperimenta tecniche di registrazione ed amplificazione.