Oggi voglio tornare a parlarvi di uno dei miei effetti preferiti (secondo solo alla distorsione!) – il wah, e per farlo voglio presentarvi il Power Wah della Morley. Da un po’ di tempo ero infatti alla ricerca di un wah da acquistare e, visto che il mio primo strumento è il basso, ma suono anche un po’ la chitarra, stavo cercando un pedale che potesse funzionare bene con entrambi gli strumenti. Non avevo trovato niente del genere finché non mi sono ricordato della Morley – appunto – e sono andato a dare un’occhiata. Ho notato con estremo piacere che ho trovato ciò di cui ho bisogno. Nelle prossime righe cercherò di descrivervi questo pedale, in modo che possiate anche voi farvene un’opinione.

Come tutti i pedali Morley, anche il Power Wah si bassa sulla tecnologia ottica. A differenza dei comuni wah, il cui sweep è modulato da un potenziometro, i pedali Morley utilizzano un LED che, attraverso un particolare circuito fotosensibile, comanda lo sweep del pedale. Questa è sicuramente la peculiarità del Power Wah (e di tutti i suoi numerosissimi fratelli), caratteristica che apporta allo strumento molti benefici. Innanzitutto l’abbattimento dei rumori meccanici dovuti al potenziometro; seconda cosa – non meno importante – il sensore LED elimina il problema dell’usura e della sporcizia del potenziometro, problema decisamente fastidioso e che prima o poi colpisce un po’ tutti i comuni wah.

Oltre a questa importante caratteristica, il Power Wah possiede un componente speciale – l’induttore Morley HQ2 – che garantisce un sound vintage di alta qualità; è inoltre corredato di circuiteria true bypass bufferizzata, il che garantisce la completa integrità sonora quando il pedale è disattivato. Altra curiosità sta nell’attivazione dell’effetto. A differenza dei normali pedali, che per essere attivati vanno premuti (e a volte – come nel caso del Vox V847- risultano di faticosa attivazione), il Power Wah presenta un pulsante laterale (posto sulla destra). In questo modo, per attivarlo basterà premere questo pulsante, col vantaggio di poter lasciare il pedale già pronto nella posizione che più preferite.

Ma le caratteristiche del Power Wah non finiscono qui. Possiede, infatti, una comoda funzione di boost, regolabile con un potenziometro posto sulla sinistra (è un peccato non sia attivabile a pulsante). Inoltre, come ho già accennato nell’introduzione, è in grado di lavorare efficacemente sia con la chitarra, sia col basso. Bisogna però dire che non si tratta di un wah pensato per essere utilizzato su generi come jazz o blues. Si tratta infatti di un pedale abbastanza aggressivo. Al di là di questo piccolo inconveniente, è comunque molto versatile, perfetto in qualsiasi genere rock, a partire dal rock bleus in stile Hendrix, fino al metal.

Per fare dei paragoni sonori, potremmo dire che sta a metà strada tra il Cry Baby (quelli buoni, si intende!) e il Vox V847. Rispetto al primo possiede una modulazione molto più ampia; rispetto al secondo manca un po’ della grande brillantezza per cui il Vox si distingue. L’unico difetto potremmo dire che è la rumorosità. Mi spiego meglio: certe volte capita che se utilizzato con la distorsione dell’ampli crei un po’ di hum. Se si accoppia invece ad un buon distorsore (collegandolo dopo quest’ultimo), si risolve il problema. Il Power Wah è evidentemente nato per essere posto dopo il distorsore, nella catena effetti.

Altro grosso punto a favore del Power Wah è il prezzo: 90 – 100 € circa.

Per maggiori informazioni consultare il sito web.

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L'autore del post

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Alessio Falsini 30 anni; laureato in lingue, suona il basso e la chitarra elettrica dall'età di 16, autodidatta, e a tempo perso si dedica all'apprendimento del banjo. Tecnico del suono oltre che musicista, studia e sperimenta tecniche di registrazione ed amplificazione.