Precision Steve Harris blog

Quando parliamo di heavy metal il primo gruppo che ci passa per la testa sono sicuramente gli Iron Maiden. Inevitabilmente, allora, il pensiero non può che volare verso il loro leader indiscusso, colui senza il quale la band non sarebbe ciò che è da ben 30 scintillanti anni, Steve Harris. Come ogni metallaro che si rispetti saprà, il mitico Steve è il responsabile della maggior parte dei successi dei Maiden; ma la sua fama, oltre a questo “piccolo” particolare, è anche dovuta al sound del suo basso e al suo inimitabile stile.

E a proposito del suo basso, dopo 30 anni di onorata carriera e di estrema fedeltà a quello strumento, un Precision del ’71 (se non ricordo male), Fender non poteva esimersi dal dedicargli una signature tutta sua. Se non lo sapevate, infatti, quel favoloso gioiello bianco che Steve suona abitualmente, è sempre lo stesso che utilizzava ad inizio carriera, con la sola differenza che è stato riverniciato. Ma in realtà non è una novità: in effetti si tratta di una reissue, dato che era già stato prodotto alcuni anni fa in serie limitata.

Caratteristiche:

Lo strumento è composto da un corpo in ontano (da quel che ho sentito molto pesante, perché a Steve piace così), un manico in acero con finitura vintage, tastiera in acero con 20 tasti medium jumbo, battipenna a specchio, pickup split-coil Seymour Duncan Basslines SPB-1, ponte Badass II e hardware cromato. Per completare il tutto, sul retro della paletta è stata posta la firma di Steve e inoltre troverete già montata una muta di corde Steve Harris Signature Rotosound (che non sono male, dato che le ho provate pure sul mio basso, e devo dire che a differenza delle classiche flatwound hanno una bel suono, brillante ed aggressivo).

Purtroppo è stato scelto di produrre il basso in Giappone, e non negli USA, ma nonostante questo la pecca maggiore, a mio avviso, sta nella decisione di proporlo solamente nella colorazione originale, e cioé Royal Blue Metallic (brillantinato), anziché in quella attuale, che secondo la mia modesta opinione, è molto più bella e sono sicuro avrebbe fatto più felici la maggior parte dei “Maideniani” (dato che, in fondo, è a loro che Fender strizza l’occhio…).

In ogni caso si tratta comunque di un bello strumento; l’unico consiglio che posso darvi è di valutare bene se ne vale la pena spendere 1000 – 1100 € in una signature giapponese, oppure se è meglio comprarsi un buon Precision, magari d’annata, e montarci su Badass II e pickup Duncan. A voi la scelta.

Nel frattempo… Up the Irons!!!

Per maggiori informazioni visitare il sito web.

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L'autore del post

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Alessio Falsini 30 anni; laureato in lingue, suona il basso e la chitarra elettrica dall'età di 16, autodidatta, e a tempo perso si dedica all'apprendimento del banjo. Tecnico del suono oltre che musicista, studia e sperimenta tecniche di registrazione ed amplificazione.