Oggi vi parlerò di una chitarra di un marchio ancora non molto noto in Italia, la VGS, una casa in teoria tedesca, ma che nasce dalla collaborazione di un team internazionale di costruttori. Il modello in questione è la Eruption, la versione della Serie Pro (la linea di punta della casa). Il motivo per cui ho deciso di parlarvene è sempre lo stesso filo conduttore che lega di solito i miei articoli: poca spesa-tanta resa. Anche questa chitarra, come la maggior parte dei modelli prodotti dalla VGS, fa parte di questa categoria di strumenti che, al giorno d’oggi, è forse la più interessante, specialmente per chi di musica non può vivere, e quindi è costretto a doversi orientare verso uno strumento “budget”, come dicono gli anglofoni. Nei prossimi paragrafi cercherò di presentarvi la Eruption Pro nelle sue 3 varianti.

La Eruption Pro e una chitarra elettrica di ispirazione gibsoniana. Il body ricalca infatti le forme morbide ed accattivanti della Les Paul mentre la paletta è leggermente differente. Come appena detto ce ne sono tre versioni differenti: la Black Burst Faded, la Ravenblood e la Relic Honey. Ciò che cambia non è solamente la colorazione, come potrebbe venire in mente a prima vista; cambia il ponte, cambiano le meccaniche ma soprattutto cambiano i pickup. Partendo da ciò che accomuna i tre i modelli, tutte possiedono un body in mogano massello ricoperto da un top in acero fiammato manico è in mogano, incollato, mentre la tastiera in ebano (dotata di 22 tasti jumbo) con inserti in madreperla lungo tutto il manico e nella paletta. Il capotasto è in grafite color avorio.

Passando alle caratteristiche uniche per ogni modello, ve le elencherò separatamente, per non creare confusione. La Black Burst Faded, il cui top fiammato è rifinito con di un bel sunburst nero, possiede un hardware scuro. Le meccaniche sono bloccanti, il ponte è invece il C-TPFP Bridge con il CT 1 Stop-Tailpiece della TonePros. Passando ai pickup, la Black Burst Faded possiede 2 humbucker Seymor Duncan SH14 e SH 1; per quanto riguarda i controlli, anziché i classici 4 potenziometri (2 volumi, 2 toni) questo modello possiede una configurazione a 3 potenziometri (2 volumi, 1 master tone) più il classico selettore a 3 vie.

La Ravenblood è pressoché identica alla Black Burst Faded; le uniche differenze tra i due modelli stanno nelle finiture, che nella Ravenblood sono un bellissimo rosso sangue, nell’hardware che è color platino e soprattutto nei pickup. Questi, anziché essere una coppia di Seymor Duncan passivi, sono invece una paio Di EMG attivi (81 e 85). Si tratta di una configurazione un po’ più “cattiva” che sicuramente piacerà moltissimo anche ai metallari più estremi! Per quanto riguarda la Relic Honey, possiamo dire che è il modello che strizza l’occhio agli amanti Les Paul classica: con una finitura Honey Burst “reliccata“, un hardware invecchiato, meccaniche vintage (Kluson style) e una configurazione standard dei controlli (2 volumi, 2 toni), è sicuramente il modello perfetto per gli amanti di rock e hard rock. Anche i pickup sono differenti, 2 humbucker passivi della Seymour Duncan (SH 11CC e SH PG1).

Come già accennato nell’introduzione, si tratta di strumenti di fascia media, dal prezzo decisamente abbordabile, costruiti con cura con legni di buona qualità e rifiniti in modo accurato (viste dal vivo sembrano strumenti dal doppio del loro valore!). Inoltre, arrivano dalla fabbrica già pronte per essere suonate: l’action è discreta e il truss rod già sistemanto a dovere. Si tratta di strumenti perfetti per chi desidera una bella chitarra, senza però dover spendere 2000 € o più, una validissima alternativa alla maggior parte delle copie della Les Paul!

Il prezzo delle Eruption Pro è molto competitivo, considerando la qualità generale dello strumento: circa 600 – 700 €.

Per maggiori informazioni sulle Eruption Pro Black Burst Faded, Ravenblood e Relic Honey consultare la pagina web.

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L'autore del post

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Alessio Falsini 30 anni; laureato in lingue, suona il basso e la chitarra elettrica dall'età di 16, autodidatta, e a tempo perso si dedica all'apprendimento del banjo. Tecnico del suono oltre che musicista, studia e sperimenta tecniche di registrazione ed amplificazione.