Oggi torneremo a parlare di effettistica per chitarra e l’oggetto che tratterò è un classico, il V847 Wah della Vox. Si tratta – ma lo saprete già – del pioniere di tutti i pedali wah-wah. Introdotto negli anni ’60 dalla casa inglese con lo scopo di emulare l’effetto creato dall’allontanamento e l’avvicinamento della sordina alla tromba, da allora fino ad oggi ritenuto uno dei migliori wah mai prodotti, il V847 è un vero e proprio must per chitarristi e collezionisti.

Si tratta ovviamente di una versione rivista ed aggiornata del pedale messo in commercio negli anni ’60, che ne conserva però tutte le principali caratteristiche sonore. Tra le principali migliorie, rispetto alla versione originale, il V847 ha la possibilità di lavorare tramite alimentatore, oltre che a batteria; in più, possiede un input bufferizzato. Questo significa che è stato integrato nel pedale un piccolo circuito atto a minimizzare – se non eliminare del tutto – le piccole perdite di segnale che si avrebbero quando l’effetto rimane bypassato. Una bella comodità, soprattutto quando si usa una strumentazione true bypass.

Inoltre, per migliorare suono e dinamica di questo wah, Vox ha riprogettato gli induttori del pedale, rendendoli il più simili a quelli utilizzati nei circuiti originali della versione anni ’60. Si tratta di piccole modifiche che però i chitarristi, che col passare degli anni si sono fatti sempre più esigenti, apprezzeranno sicuramente, in quanto migliorano il pedale sia dal punto di vista pratico (la possibilità di alimentazione esterna), sia da quello sonoro (il buffer integrato e i nuovi componenti).

Per quanto riguarda il sound del pedale, c’è da dire che cambia molto in base a dove viene collegato: se lo si mette ad inizio catena si otterrà un suono aggressivo, quasi acido (simile a quello del mitico V846 che era solito utilizzare Jimi Hendrix); sulle basse il suono tende a slabbrarsi un po’, mentre sulle alte diventa molto tagliente. La progressione sonora durante la corsa del pedale rimane abbastanza fluida; collegato dovo l’overdrive o il distorsore da invece un suono più dolce, senza slabbrature sulle basse frequenze. Anche la la progressione sonora è più dolce e lineare. A proposito di quest’ultima, devo dire che è molto più lunga di quella del suo diretto avversario, il Cry Baby, e di conseguenza risulta più fluida e precisa.

Il V847 non è comunque un pedale perfetto. Tre sono i difetti che saltano maggiormente all’occhio: per iniziare, appena lo si prova, ci si rende conto di quanto sia difficile da azionare a causa dei gommini posti a fine corsa che risultano troppo rigidi. Se non si preme con tutto il peso del corpo si rischia di fare “cilecca”. Seconda pecca (forse ben peggiore), un’evidente perdita di volume tra inizio e fine corsa del pedale. Per ultima l’assenza di circuiteria true bypass (ma questo è un problema marginale, in quanto il pedale si modifica facilmente).

Il prezzo del V847 nuovo è di circa 100 – 130 €, mentre usato si trova attorno ai 70 – 90 €. Un po’ eccessivo per un pedale Made in China.

Per maggiori informazioni consultare il sito internet.

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Alessio Falsini 30 anni; laureato in lingue, suona il basso e la chitarra elettrica dall'età di 16, autodidatta, e a tempo perso si dedica all'apprendimento del banjo. Tecnico del suono oltre che musicista, studia e sperimenta tecniche di registrazione ed amplificazione.