L’opera, il cui titolo originale è “Canone e giga in re maggiore per tre violini e basso continuo”, è oggi meglio conosciuta come Canone di Pachelbel e fu composta probabilmente nel 1680 da Johann Pachelbel.
Fu concepita come una pièce di musica da camera (ed è uno dei rarissimi manoscritti di questo genere conservati tutt’oggi), ma nel corso degli anni è stato riarrangiato varie volte e ne sono nate alcune versioni orchestrali di successo. E’ stato da alcuni studiosi ipotizzato che potrebbe essere stato scritto in occasione del matrimonio di Johann Sebastian Bach: la tradizione resiste tutt’oggi ed è più viva che mai, dal momento che il Canone in Re Maggiore è un vero e proprio classico da festa nuziale. Anche Mozart, nel 1791, la utilizzò sotto forma di richiamo in una scena de Il Flauto Magico.
E’ indubbiamente il brano più celebre del musicista tedesco, la cui progressione degli accordi è una delle più utilizzate anche nella musica pop e rock.

Spartito per Pianoforte

Arrangiamento per solo Pianoforte
Licenza: H. M., 2007
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Spartito per Pianoforte

Arrangiamento per solo Pianoforte, edizione alternativa
Licenza: Debneil Nag Chowdhury
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Spartito per Pianoforte e Violoncello

Spartito per Violoncello con accompagnamento al Pianoforte
Licenza: Music-Scores.com, 2001
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Spartito per Pianoforte e Tromba

Spartito per Tromba con accompagnamento al Pianoforte (Organo senza pedale)
Licenza: Michel Rondeau
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L'autore del post

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Alberto Moneti 31 anni; pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, ha conseguito la licenza in teoria e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Webmaster, operatore di marketing online e SEO. Twitter @albertomoneti