La Guerra di Piero è una composizione di Vittorio Centanaro, amico chitarrista di Fabrizio De Andrè. I diritti del brano però appartengono al cantautore genovese perchè solo quest’ultimo, al tempo della sua composizione, era iscritto alla Siae. Ad ogni modo i due incisero La Guerra di Piero assieme nel luglio del 1964, ma il singolo fu completamente ignorato dal pubblico fino al 1968, anno in cui divenne punto di riferimento nel repertorio militante degli studenti di sinistra.

Testo e accordi per chitarra.

Fabrizio De Andrè La Guerra Di Piero Accordi Spartito Chitarra

LAm MI7 LAm REm SOL7 DO Dormi sepolto in un campo di grano, non è la rosa, non è il tulipano MI7 LAm REm MI7 LAm che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi. REm LAm REm LAm "Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati, REm SOL7 DO MI7 LAm non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente". REm LAm REm LAm Così dicevi ed era d'Inverno e come gli altri, verso l'inferno REm SOL7 DO MI7 LAm te ne vai triste come chi deve ed il vento ti sputa in faccia la neve. LAm MI7 LAm REm SOL7 DO Fermati Piero, fermati adesso, lascia che il vento ti passi un po' addosso, MI7 LAm REm MI7 LAm dei morti in battaglia ti porti la voce, chi diede la vita ebbe in cambio una croce. REm LAm REm LAm Ma tu non lo udisti ed il tempo passava con le stagioni a passo di "java" REm SOL7 DO MI7 LAm ed arrivasti a varcar la frontiera in un bel giorno di Primavera. REm LAm REm LAm E mentre marciavi con l'anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle REm SOL7 DO MI7 LAm che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore. LAm       MI7             LAm           REm    SOL7      DO Sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora, MI7 LAm REm MI7 LAm fino a che tu non lo vedrai esangue cadere in terra a coprire il suo sangue. REm LAm REm LAm "E se gli sparo in fronte o nel cuore soltanto il tempo avrà per morire, REm SOL7 DO MI7 LAm ma il tempo a me resterà per vedere, vedere gli occhi d'un uomo che muore". REm LAm REm LAm E mentre gli usi questa premura quello si volta, ti vede, ha paura REm SOL7 DO MI7 LAm ed imbracciata l'artiglieria non ti ricambia la cortesia. LAm       MI7             LAm           REm    SOL7  DO Cadesti a terra, senza un lamento e ti accorgesti in un solo momento MI7 LAm REm MI7 LAm che il tempo non ti sarebbe bastato a chieder perdono per ogni peccato. LAm       MI7             LAm           REm    SOL7  DO Cadesti a terra, senza un lamento e ti accorgesti in un solo momento MI7 LAm REm MI7 LAm che la tua vita finiva quel giorno e non ci sarebbe stato ritorno. REm LAm REm LAm "Ninetta mia, crepare di Maggio ci vuole tanto, troppo coraggio. REm SOL7 DO MI7 LAm Ninetta bella diritto all'Inferno avrei preferito andarci in Inverno". REm LAm REm LAm E mentre il grano ti stava a sentire dentro le mani stringevi il fucile, REm SOL7 DO MI7 LAm dentro la bocca stringevi parole troppo gelate per sciogliersi al sole. LAm MI7 LAm REm SOL7 DO Dormi sepolto in un campo di grano, non è la rosa, non è il tulipano MI7 LAm REm MI7 LAm che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi.

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L'autore del post

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Alberto Moneti
31 anni; pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, chitarrista, ha conseguito la licenza in teoria musicale e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Fondatore di Accordiespartiti.it, operatore di marketing online e SEO.
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