La Collina dei Ciliegi è un brano della storica coppia composta da Lucio Battisti e Giulio Rapetti in arte Mogol. La canzone è il pezzo d’apertura dell’album Il nostro caro angelo pubblicato nel 1973. Disco che ha riscosso un enorme successo, rimanendo al primo posto delle classifiche per ben undici settimane. La canzone è un autentico capolavoro, un modo di concepire la musica leggera in modo innovativo creando aperture, crescendo, come fosse una suite di musica classica, rivista in chiave moderna.

Testo e Accordi per chitarra.

Lucio Battisti La Collina dei Ciliegi Accordi per Chitarra Chords Testo

DO MI7 E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante FA SOL DO cancella col coraggio quella supplica dagli occhi MI7 troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante FA SOL DO e quasi sempre dietro la collina il sole MI7 Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente FA7+ ma perché tu non vuoi spaziare con me volando intorno la tradizione come un colombo intorno a un pallone frenato e con un colpo di becco bene aggiustato forato e lui giù, giù, giù LAm MIm FA DO e noi ancora ancor più su LAm MIm FA DO planando sopra boschi di braccia tese LAm MIm FA7+ un sorriso che non ha LAm MIm FA DO né più un volto, né più un'età LAm MIm FA DO LAm MIm E respirando brezze che dilagano su terre FA7+ senza limiti e confini LAm MIm FA DO ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini LAm MIm FA7+ e più in alto e più in là (se chiudi gli occhi un istante) LAm MIm FA DO ora figli dell'immensità MI7 Se segui la mia mente se segui la mia mente FA SOL DO abbandoni facilmente le antiche gelosie ma non ti accorgi che è solo la paura MI7 che inquina e uccide i sentimenti FA SOL DO le anime non hanno sesso né sono mie MI7 Non non temere, tu non sarai preda dei venti FA7+ ma perché non mi dài, la tua mano perché? Potremmo correre sulla collina FA e fra i ciliegi veder la mattina (e il giorno) FA7+ E dando un calcio ad un sasso residuo d'inferno e farlo rotolar giù, giù, giù LAm MIm FA DO e noi ancora ancor più su LAm MIm FA DO planando sopra boschi di braccia tese LAm MIm FA7+ un sorriso che non ha LAm MIm FA DO né più un volto, né più un'età LAm MIm E respirando brezze che dilagano su terre FA7+ senza limiti e confini LAm MIm FA DO ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini LAm MIm FA7+ e più in alto e più in là LAm MIm FA DO ora figli dell'immensità

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L'autore del post

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Alberto Moneti
31 anni; pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, chitarrista, ha conseguito la licenza in teoria e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Webmaster, operatore di marketing online e SEO.
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