Coda di Lupo è un brano scritto e interpretato dal grandissimo e indimenticabile Fabrizio De Andrè contenuto nell’album Rimini pubblicato nel 1978. Nono lavoro in studio per il cantautore genovese, compone le canzoni in collaborazione con il giovane Massimo Bubola. Lo stile, rispetto ai dischi precedenti, è più vicino al folk americano, abbandonando così la chanson francese e le ballate popolari. La canzone, scherzando sulla figura di un pellerossa, è una critica contro i sindacati.

Coda di Lupo Accordi Chords Testo

Intro: DO FA SOL FA DO FA SOL DO FA SOL Quando ero piccolo mi innamoravo di tutto FA DO FA SOL FA DO correvo dietro ai cani FA DO SOL DO FA e da marzo a febbraio mio nonno vegliava DO SOL FA SOL sulla corrente di cavalli e di buoi FA DO sui fatti miei e sui fatti tuoi FA SOL DO FA SOL FA DO FA SOL FA e al dio degli inglesi non credere mai DO FA E quando avevo duecento lune SOL FA DO FA SOL FA DO e forse qualcuna è di troppo FA DO rubai il primo cavallo SOL DO FA DO SOL FA SOL e mi fecero uomo cambiai il mio nome in Coda di Lupo FA DO cambiai il mio poney con un cavallo muto FA SOL DO FA SOL FA DO FA SOL FA e al loro dio perdente non credere mai DO FA SOL FA DO FA SOL FA DO E fu nella notte della lunga stella con la coda FA DO SOL DO che trovammo mio nonno crocifisso sulla chiesa FA DO SOL FA SOL crocifisso con forchette che si usano a cena FA DO era sporco e pulito di sangue e di crema FA SOL DO FA SOL FA DO FA SOL FA e al loro dio goloso non credere mai DO FA SOL FA DO FA SOL FA DO E forse avevo 18 anni e non puzzavo più di serpente FA DO SOL DO possedevo un spranga un cappello e una fionda FA DO SOL FA SOL e una notte di gala con un sasso a punta FA DO uccisi uno smoking e glielo rubai FA SOL DO FA SOL FA DO FA SOL e al dio della scala non credere mai FA DO SOL FA DO SOL FA DO SOL FA DO SOL DO FA SOL FA DO FA SOL FA DO FA poi tornammo in Brianza SOL FA DO FA SOL FA DO per l'apertura della caccia al bisonte FA DO SOL DO ci fecero l'esame dell'alito e delle urine FA DO SOL FA SOL ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso FA DO per la caccia al bisonte disse numero è chiuso FA SOL DO FA SOL FA DO FA SOL FA e a un dio a lieto fine non credere mai DO FA SOL ed ero già vecchio quando vicino a Roma FA DO FA SOL FA DO al Little-big-horn FA DO SOL DO capelli corti generale ci parlò all'università FA DO SOL FA SOL dei fratelli tute blu che seppellirono le asce FA DO ma non fumammo con lui non era venuto in pace FA SOL DO FA SOL FA DO FA SOL FA e a un dio fatti il culo non credere mai DO FA SOL e adesso che ho bruciato venti figli FA DO FA SOL FA DO sul mio letto di sposo FA DO SOL DO che ho scaricato la mia rabbia in un teatro di posa FA DO SOL DO che ho imparato a pescare con le bombe a mano FA DO SOL DO che mi hanno scolpito in lacrime sull'arco di Traiano FA DO SOL FA SOL con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia FA DO ma colpisco un po' a casaccio perché non ho più memoria FA DO FA E a un dio, e a un dio, e a un dio, e a un dio, DO FA SOL DO FA SOL FA DO FA SOL e a un dio senza fiato non credere mai FA DO SOL FA DO SOL FA DO SOL FA DO SOL

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L'autore del post

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Alberto Moneti
31 anni; pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, chitarrista, ha conseguito la licenza in teoria e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Webmaster, operatore di marketing online e SEO.
Fabrizio de Andrè