Il Testamento di Tito è un brano scritto e interpretato da Fabrizio De Andrè contenuto nell’album La buona novella pubblicato nel 1970. Disco scritto insieme a Giuseppe Bentivolglio, è un concept album sulla storia di Gesù. Passando dal concepimento di Maria fino alla morte in croce, il cantautore di Genova con questa canzone fa parlare Tito, il ladrone cattivo, mettendo in luce tutte le contraddizioni della legislazione, fatta ad uso e consumo di chi ne può trarre beneficio, a discapito degli ultimi.

Testo e Accordi per chitarra.

Fabrizio De Andrè Il Testamento di Tito Accordi per Chitarra Chords Testo

SIbm FAm SOLb REb Non avrai altro Dio, all'infuori di me, SOLb LAb REb spesso mi ha fatto pensare: SIbm FAm SOLb REb genti diverse, venute dall'est SOLb LAb REb dicevan che in fondo era uguale SOLb LAb REb FAm Credevano a un altro diverso da te, SOLb LAb REb e non mi hanno fatto del male SOLb LAb REb FAm Credevano a un altro diverso da te SOLb LAb REb e non mi hanno fatto del male SIbm FAm SOLb REb Non nominare il nome di Dio, SOLb LAb REb non nominarlo invano SIbm FAm SOLb REb Con un coltello piantato nel fianco SOLb LAb REb gridai la mia pena e il suo nome: SOLb LAb REb FAm ma forse era stanco, forse troppo occupato SOLb LAb REb e non ascoltò il mio dolore SOLb LAb REb FAm Ma forse era stanco, forse troppo lontano SOLb LAb REb davvero, lo nominai invano SIbm FAm SOLb REb Onora il padre Onora la madre SOLb LAb REb e onora anche il loro bastone, SIbm FAm SOLb REb bacia la mano che ruppe il tuo naso SOLb LAb REb perché le chiedevi un boccone: SOLb LAb REb FAm quando a mio padre si fermò il cuore SOLb LAb REb non ho provato dolore SOLb LAb REb FAm Quando a mio padre si fermò il cuore SOLb LAb REb non ho provato dolore SIbm FAm SOLb REb Ricorda di santificare le feste SOLb LAb REb Facile per noi ladroni SIbm FAm SOLb REb entrare nei templi che rigurgitan salmi SOLb LAb REb di schiavi e dei loro padroni SOLb LAb REb FAm senza finire legati agli altari SOLb LAb REb sgozzati come animali SOLb LAb REb FAm Senza finire legati agli altari SOLb LAb REb sgozzati come animali SIbm FAm SOLb REb Il quinto dice "non devi rubare" SOLb LAb REb e forse io l'ho rispettato SIbm FAm SOLb REb vuotando in silenzio, le tasche già gonfie SOLb LAb REb di quelli che avevan rubato SOLb LAb REb FAm Ma io, senza legge, rubai in nome mio, SOLb LAb REb quegli altri, nel nome di Dio SOLb LAb REb FAm Ma io, senza legge, rubai in nome mio, SOLb LAb REb quegli altri, nel nome di Dio SIbm FAm SOLb REb Non commettere atti che non siano puri SOLb LAb REb cioè non disperdere il seme SIbm FAm SOLb REb SOLb LAb REb Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede: SOLb LAb REb FAm poi la voglia svanisce ed il figlio rimane SOLb LAb REb e tanti ne uccide la fame SOLb LAb REb FAm Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore, SOLb LAb REb ma non ho creato dolore SIbm FAm SOLb REb Il settimo dice "non ammazzare" SOLb LAb REb se del cielo vuoi essere degno SIbm FAm SOLb REb guardatela oggi, questa legge di Dio, SOLb LAb REb tre volte inchiodata nel legno SOLb LAb REb FAm guardate la fine di quel nazareno, SOLb LAb REb e un ladro non muore di meno SOLb LAb REb FAm Guardate la fine di quel nazareno, SOLb LAb REb e un ladro non muore di meno SIbm FAm SOLb REb Non dire falsa testimonianza SOLb LAb REb e aiutali a uccidere un uomo SIbm FAm SOLb REb Lo sanno a memoria il diritto divino SOLb LAb REb e scordano sempre il perdono SOLb LAb REb FAm Ho spergiurato su Dio e sul mio onore SOLb LAb REb e no, non ne provo dolore SOLb LAb REb FAm Ho spergiurato su Dio e sul mio onore SOLb LAb REb e no, non ne provo dolore SIbm FAm SOLb REb Non desiderare la roba degli altri, SOLb LAb REb non desiderarne la sposa SIbm FAm SOLb REb Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi SOLb LAb REb che hanno una donna e qualcosa: SOLb LAb REb FAm nei letti degli altri, già caldi d'amore SOLb LAb REb non ho provato dolore SOLb LAb REb FAm L'invidia di ieri non è già finita: SOLb LAb REb stasera vi invidio la vita SIbm FAm SOLb REb Ma adesso che viene la sera ed il buio SOLb LAb REb mi toglie il dolore dagli occhi SIbm FAm SOLb REb e scivola il sole al di là delle dune SOLb LAb REb a violentare altre notti: SOLb LAb REb FAm io nel vedere quest'uomo che muore, SOLb LAb REb madre, io provo dolore SOLb LAb REb FAm Nella pietà che non cede al rancore, SOLb LAb REb madre, ho imparato l'amore

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L'autore del post

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Alberto Moneti
31 anni; pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, chitarrista, ha conseguito la licenza in teoria e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Webmaster, operatore di marketing online e SEO.
Fabrizio de Andrè