Consideriamo la seguente domanda: “Se le note che taluni strumenti sono in grado di eseguire (vedi ad esempio il pianoforte) sono così tante, come le si può rappresentare tutte con solo il pentagramma?”
Risposta: il pentagramma da solo non basta, occorre un espediente che consenta di abbracciare un’estensione musicale/sonora molto più ampia di quella rappresentabile entro i suoi 5 righi.

Tale espediente si chiama chiave musicale: essa serve a cambiare la nomenclatura delle note del pentagramma su cui è apposta.

In altre parole la stessa nota posta sullo stesso rigo nel pentagramma avrà il nome in base alla chiave riportata all’inizio di quello stesso pentagramma.

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Alberto Moneti 29 anni; pianista dall'età di 8 anni, organista, percussionista, ha conseguito la licenza in teoria e solfeggio al Conservatorio Cherubini di Firenze. Webmaster, operatore di marketing online e SEO. Twitter @albertomoneti