Come indicare una nota che si estende a cavallo di due battute? E’ per questa esigenza che è nata la legatura di valore: essa consiste in un ponte (o un arco se preferite) che unisce la nota di partenza e quella di arrivo, facendo sì che suonino come fossero una sola nota il cui valore è la somma dei loro rispettivi valori.

Nell’esempio qui sopra è raffigurata la legatura di valore tra una minima ed una semiminima: in totale quindi è come una nota della durata di ½ + ¼ = ¾. E’ analoga all’esempio col punto che avevamo visto qui, con la differenza che una nota col punto non può trovarsi a cavallo di due battute, e questo escamotage serve per sopperire a questa mancanza.

La legatura di valore può essere utilizzata però anche per fini estetici o di eleganza.

 

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Alberto Moneti
34 anni, polistrumentista: pianoforte, chitarra, batteria, clarinetto. Ha conseguito la licenza in teoria musicale e solfeggio presso il Conservatorio Cherubini di Firenze. Dal 1997 è organista presso la Basilica di Santa Maria del Sasso, a Bibbiena (AR).